Quello che non sai - il portale dell'amore e della seduzione
Conoscere
il seno
Negli
anni sessanta, durante la prima ondata del femminismo
americano, fu messo in pratica il popolare detto
“brucia il reggiseno”. Questo divenne
il grido di battaglia di chi voleva uscire dalle
pastoie della cultura del periodo. Eppure i reggiseni
vengono da una delle poche industrie women-friendly,
con la metà dei 1230 brevetti concessi
tra il 1863 e il 1969 in mani femminili. Molte
aziende produttrici sono state guidate da donne,
e sicuramente lì non c'erano barriere invisibili
che impedissero alle lavorataci di scalare la
gerarchia aziendale.
Lontano dal voler impedire alle donne di salire
in alto, il reggiseno aveva lo scopo di impedire
a certe loro parti di scendere in basso. Era stato
inventato per alleviare il fastidio dovuto alla
forza di gravità. Naturalmente, considerando
che i seni possono pesare da due etti e mezzo
a quattro chili e mezzo, la gravità cambia
di significato a seconda della donna.
Di seguito daremo una breve occhiata ai seni e
ai reggiseni che li sostengono. Cominceremo con
le tette del Rinascimento francese per passare
a quelle delle donne che vivono in Papua Nuova
Guinea e poi a quelle della statua della Libertà:
sono solo alcuni esempi di come il seno femminile
sia stato percepito in epoche e luoghi diversi.
Il resto, si concentra sull'affascinante evoluzione
del reggiseno, dalla sua comparsa nella seconda
metà dell'Ottocento alla conquista della
sua dimensione erotica dopo la Seconda guerra
mondiale. E c'è anche un paragrafo su come
lo si deve indossare. Gli alti e bassi della tetta francese
In Francia, all'epoca del Rinascimento, si credeva
che il latte materno derivasse dal sangue mestruale,
un'idea che risaliva all’antica Grecia.
Il sistema idraulico interno che avrebbe dovuto
rendere possibile tutto ciò, fu addirittura
illustrato da Leonardo da Vinci. Poiché
si riteneva che il latte materno risalisse dalla
vagina, si pensava anche che con il rapporto sessuale
questo latte potesse cagliare. Forse secondo i
francesi il pene che si muove avanti e indietro
nella vagina era una specie di stantuffo da zangola.
In ogni caso, si vietavano i rapporti sessuali
alle donne che allattavano.
Dato che le donne delle classi sociali più
elevate preferivano intrattenersi con mariti e
amanti piuttosto che allattare, questo compito
spettava alle donne dei ceti più umili.
Per questo motivo le tette del popolo erano diverse
da quelle della nobiltà: le prime dovevano
essere voluminose e piene di latte, le seconde
piccole e ammiccanti.
Nella seconda metà del XVI secolo, le donne
non si truccavano solo il viso ma anche il seno,
con lo scopo di renderlo straordinariamente bianco.
Le donne più anziane si disegnavano anche
alcune vene azzurre per dare l'illusione di una
pelle trasparente come quella delle ragazze. Purtroppo,
il belletto che usavano per il viso e per il decolleté
conteneva anche piombo e non si limitava a corrodere
la pelle, ma a qualcuna causò un avvelenamento.
(Per non essere da meno rispetto alle sorelle
del passato, oggi ci sono mode che si passano
sui capezzoli eretti un po' di smalto per unghie,
in modo che si mantengano turgidi.)
Dopo un po', con lo scoppio della Rivoluzione
francese, le teste di molte nobildonne si separarono
dai loro pimpanti décolleté. Fu
così che allattare i propri figli divenne
non solo trendi, ma anche un segno di patriottismo
per tutte le francesi. Cadenti e contenti a Papua
A Papua Nuova Guinea le donne di una certa età
sfoggiano con orgoglio le tette mosce. I seni
svettanti che piacciono tanto agli occidentali
sono considerati un segno di infantilismo o di
immaturità della donna. Anzi, quando le
signore di Papua sono in vena di offese, possono
accusare qualcuna di avere le tette sode e rotonde
di una donna giovane.
Per il maschio papuano osservante della tradizione,
i seni chirurgicamente imbottiti delle attrici
americane rappresenterebbero un grosso spreco
di tempo e denaro. E la sua compagna direbbe tra
sé e sé: "Perché mai
una donna dovrebbe farsi una simile cretinata
alle tette proprio quando cominciano ad afflosciarsi?".
Papuani o americani che siano, tutti i seni sono
sorretti dai legamenti sospensori. Questi non
sono elastici e una volta che si allungano non
ne vogliono sapere di scattare di nuovo indietro.
Qualsiasi medico estetico, raccomanda di dare
alle ragazzine un reggiseno che dia un buon sostegno
e consiglia alle donne adulte di non stare per
molto tempo senza, altrimenti il seno si abbasserà.
Nella nostra cultura, spesso le tette sono state
considerate i gioielli della corona del fascino
femminile. Per qualche ragione i seni occidentali
vengono coperti in pubblico, ma in Africa e nel
Pacifico meridionale le donne vanno in giro da
secoli a seno nudo. Una tetta non fa rizzare praticamente
niente agli uomini di questi popoli; in genere,
trovano più erotizzanti le parti coperte,
vale a dire il sedere. Guerre, economia e tette
Un interessante omaggio alla sessualizzazione
del seno, è stato offerto da una serie
di manifesti con l'immagine della statua della
Libertà che il governo americano fece realizzare
durante la Prima guerra mondiale allo scopo di
pubblicizzare i "Liberty Bonds", le
obbligazioni per finanziare la guerra.
Nel primo manifesto Liberty è un donnone
con il sex appeal di un camionista. Si capisce
che è una donna solo perché ha addosso
metri e metri di drappeggi che le ricoprono ogni
centimetro di pelle, all'infuori delle braccia
virili e muscolose e del volto austero, angoloso.
Dopo l'apparizione di questo manifesto gli acquisti
di obbligazioni continuarono a calare.
Nel secondo manifesto della serie, la nostra Liberty
aveva perso in virilità e persino guadagnato
qualcosina in sensualità. Un anno dopo,
al quinto manifesto, era piuttosto femminile e
succintamente vestita. Sembrava agghindata da
una casa di lingerie di oggi anziché uscita
da un emporio di tendaggi. Le tette non erano
grandi, ma rampanti e con un non so che di erotico.
Si doveva guardare molto bene per capire se sopra
c'era almeno un lembo di quell'abito quasi trasparente.
Ormai, alla fine della Prima guerra mondiale,
lo zio Sam aveva capito che cosa ci vuole per
vendere obbligazioni.
Vent'anni dopo, durante la Seconda guerra mondiale,
i soldati americani si bevvero ben sei milioni
di copie dell'Esquire Magazine. Forse il motivo
di tanto successo risiedeva nelle ragazze disegnate
dal pittore Alberto Vargas e nei loro seni imponenti,
che sfidavano la legge di gravità. Non
a caso, le pin-up divennero famose durante la
Seconda guerra mondiale. Le donne che preparavano
le modelle per i servizi fotografici mettevano
nei reggiseni delle ragazze strati su strati di
imbottiture di feltro: secondo loro serviva a
tenere alto il morale dei soldati. A quanto pare,
quest'esigenza non è più venuta
meno. Nascita del reggiseno
Per molti secoli l'indumento destinato a sostenere
il peso dei seni è stato il corsetto. Negli
Stati Uniti il primo reggiseno fu brevettato soltanto
all'epoca della Guerra civile e arrivò
sul mercato alla fine dell'Ottocento. Sarebbero
passati ancora vent'anni prima che le donne americane
lo accettassero in massa: molti elementi dovevano
convergere a favore del reggiseno perché
annientasse il corsetto.
Secondo un’indagine, questi furono alcuni
dei cambiamenti nella vita delle donne che alimentarono
la diffusione del reggiseno:
- Ci fu un grosso aumento delle donne che praticavano
attività fisiche come la bicicletta, il
golf, il tennis, il nuoto. Era difficile fare
queste cose indossando un corsetto.
- La forza lavoro femminile subì una notevole
crescita. Per esempio, negli anni ottanta dell'Ottocento
le centraliniste praticamente non esistevano,
ma negli anni venti del Novecento diventarono
una marea: per collegare una chiamata queste operataci
dovevano allungare un braccio per introdurre uno
spinotto nel centralino manuale: sarebbe stato
difficile se avessero indossato il corsetto.
- I materiali e il design dei reggiseni furono
perfezionati. Il reggiseno doveva vestire bene,
essere dotato di spalline regolabili, allacciarsi
dietro la schiena e avere coppe morbide con il
ferretto per sollevare e separare i seni. Il reggiseno
con il ferretto, lanciato per la prima volta nel
1910, faceva a pugni con il look monotetta di
allora. Con la monotetta sembrava che le donne
non avessero due seni distinti con tanto di solco
in mezzo. Era l'equivalente degli occhiali da
sole a fascia. Naturalmente, anche la moda dovette
subire un'evoluzione significativa prima che il
reggiseno sorpassasse il corsetto.
- Le donne cominciarono ad indossare abiti già
confezionati anziché fatti su misura e
il prezzo del reggiseno dovette scendere per rientrare
nel budget della "nuova" donna lavoratrice.
- Un altro impedimento verso la diffusione del
reggiseno era la mancanza di un sistema di taglie
universali. Il primo reggiseno in varie misure
(prima, seconda, terza e quarta) a seconda della
grandezza delle coppe fu lanciato soltanto nel
1933. Seconda guerra mondiale: un disastro per
Adolf, una manna per il reggiseno
Prima della Seconda guerra mondiale molte donne
americane non avevano mai indossato un paio di
pantaloni. Quando però cominciarono a far
funzionare la macchina da guerra americana, iniziarono
a portarli. Fu una sorpresa per molte e uno choc
per alcune. Le riviste femminili si misero a pubblicare
articoli con consigli e suggerimenti su come indossarli.
Ma una delle più grandi novità fu
che il nuovo abbigliamento segnava i fianchi e
le gambe, e di conseguenza portava più
facilmente l'attenzione a livello del seno. Possiamo
dire che i pantaloni aumentarono l'importanza
del reggiseno.
Con i mutamenti dalla Seconda guerra mondiale,
le donne americane non indossavano semplicemente
il reggiseno, lo strapazzavano. Per la prima volta
nella storia, il reggiseno veniva portato da operai
edili, saldatori, ricettatori. I modelli dovettero
subire drastiche modifiche per agevolare tutti
i movimenti che la nuova forza lavoro femminile
doveva compiere. Allo stesso tempo, le materie
prime necessarie alla produzione del reggiseno,
come gomma, cotone, metallo e nayon, furono improvvisamente
razionate e perciò risultarono veramente
scarse.
Per costruire un aeroplano occorrevano quattro
quintali e mezzo di gomma, per un carro armato
quasi otto quintali e mezzo e circa sessantotto
tonnellate per una nave corazzata. La fornitura
di gomma verso gli Stati Uniti passava dall'Asia,
ma quella via commerciale scomparve con l'inizio
delle ostilità. Senza gomma c'erano pochi
elastici per i reggiseni. Come molti altri, i
produttori trovarono il modo di superare la Seconda
guerra mondiale, ma chissà come ci riuscirono.
I reggiseni non si limitarono a impedire che le
poppe delle operaie sprofondassero; un'azienda
firmò un contratto segreto con il governo
americano per la produzione di speciali bustini
destinati ai piccioni viaggiatori. I bustini,
che in buona parte utilizzavano la tecnologia
del reggiseno, permettevano ai soldati di paracadutarsi
reggendo piccioni viaggiatori. Gli animali venivano
usati per comunicare quando bisognava mantenere
il silenzio radio, come per esempio accadde poco
prima dello sbarco in Normandia.
Così, oltre a far entrare i pantaloni nei
guardaroba delle donne, la Seconda guerra mondiale
diede anche al reggiseno, con le sue coppe sempre
più appuntite, un nuovo nome: "Torpedo",
ovvero siluro. I reggiseni diventano sexy
Alla fine della Seconda guerra mondiale, le attrici
cominciarono a sprizzare sensualità da
tutti i pori e ad avere tette incredibilmente
puntute. Poco dopo la guerra cominciò ad
apparire la sweater girl: corpetti attillatissimi
e un seno che, visto di profilo, formava un angolo
di 90 gradi, ottenuto grazie a un reggiseno che
era l'equivalente del Golden Gate. Un'analoga
meraviglia dell'ingegneria chiamata “il
reggiseno a proiettile”, fu venduta a milioni.
Nel 1947 si aprì la prima boutique di intimo,
e milioni di americani videro sulle riviste le
pubblicità sexy e ricevettero il catalogo
dove di stuzzicava e solleticava le clienti con
articoli come il reggiseno "vedo-non vedo"
e le coppette adesive a forma di mezzaluna.
Nel 1949 si lanciò la campagna "Sogno",
raffigurando donne in reggiseno e ampia gonna
che dicevano cose tipo: «Ho sognato che
ballavo tutta la notte col mio reggiseno»
oppure «Ho sognato che vincevo le elezioni
col mio reggiseno». Una pubblicità
del 1962 mostrava una ragazza sexy che indossava
soltanto un reggiseno, una gonna lunga e stretta
e guanti fino ai gomiti. Stava in piedi accanto
a un grosso toro e con una mano accarezzava voluttuosamente
uno dei suoi poderosi corni. Il testo diceva:
«Ho sognato che prendevo il toro per le
corna, col mio reggiseno». Bisognava essere
ciechi per non accorgersi dell'allusione sessuale.
Molte femministe di oggi avrebbero qualcosa da
ridire e osserverebbero che ancora una volta il
potere delle donne dipendeva dalla loro sessualità
o da un richiamo erotico. Ma al pari delle loro
grintose mamme, che costruirono aerei e carri
armati durante la Seconda guerra mondiale, le
donne degli anni sessanta con i loro reggiseni
erano comunque una forza con cui si doveva fare
i conti.
Gli anni cinquanta videro anche la nascita del
reggiseno gonfiabile, che permetteva alla donna
di estrarre un tubicino da ciascuna coppa e ingrandirla
fino al livello desiderato di seduzione.
Ne 1970, le americane oneste non dovevano più
arrossire o trovare scuse per entrare in un negozio
di reggiseni, come invece accadeva prima. Purtroppo
la nuova eleganza e il suo richiamo erotico hanno
un prezzo: un reggiseno di una boutique costa
normalmente il doppio o il triplo di un modello
simile ma comperato in un grande magazzino.
Il reggiseno è l'ultimo avamposto di tessuto
che separa il mondo esterno dal seno erotico.
Visto quello che copre, questo indumento è
diventato una specie di feticcio, sia per gli
uomini sia per le donne: una tendenza che ha raggiunto
un nuovo culmine negli ultimi due decenni, quando
icone del rock come Madonna hanno cominciato a
indossare reggiseni firmati e a farli vedere anziché
tenerli sotto gli abiti. Un breve riassunto
Negli anni venti andava di moda il petto piallato.
Negli anni trenta tornò in auge il look
pettoruto. Come biancheria intima le donne cominciarono
a indossare reggiseno e mutande: una tendenza
arrivata fino a noi. La moda del reggiseno e del
seno ha sicuramente avuto i suoi alti e bassi
nel corso degli anni, passando da un torace da
ragazzo alla coppia di siluri e dalla tavola al
sito lanciamissili. Le prime tette finte
Se pensate che l'insicurezza dovuta alle dimensioni
di certe parti del corpo sia una malattia recente,
dovete sapere che già nell'ultimo decennio
dell'Ottocento negli Stati Uniti, uno dei più
diffusi cataloghi di vendita per corrispondenza
offriva le prime tette finte. Le chiamavano cuscinetti
per il busto e dicevano che "riempivano il
seno". Sui cataloghi per corrispondenza si
vendeva anche il "Princess Bust Developer",
lo sviluppatore per il busto, «un nuovo
aiuto dalla scienza alla natura, se la natura
non vi ha favorite». Il Princess Bust Developer
avrebbe dovuto ingrossare e arrotondare il petto.
Il kit consisteva in una specie di pomata, definita
«Pomata o alimento per il busto, ineguagliata
nell’ ingrandimento del seno» e una
pompa simile a uno stura lavandini. Se credete
che questo tipo di insicurezza colpisse solo le
donne, sappiate che sulla Police Gazette dieci
anni prima del 1900 c'erano già decine
di annunci pubblicitari sull'ingrandimento del
pene. Non si deve sbagliare
Si stima che l'80 percento delle donne non indossi
il reggiseno giusto. Non stiamo dicendo che si
infilano quello di un'altra, ma è come
se lo facessero. È una vera fatica scegliere:
le taglie vanno dalla prima alla decima e dalla
A alla H a seconda della dimensione della coppa,
e poi ci sono molte opzioni in base alla misura
della gabbia toracica.
I seni di due donne che portano la terza misura
potrebbero anche avere forme molto diverse. Una
potrebbe averli a forma di melanzana, l'altra
a forma di cono.
Un importante fattore che molte donne trascurano
è che i seni possono cambiare forma e dimensioni
con il passare del tempo. Se due anni fa portavate
una terza, non significa per forza che anche oggi
vi vada bene. Alcuni seni, poi, cambiano consistenza
e taglia a seconda dei vari momenti del ciclo
mestruale. Un reggiseno che magari va benissimo
il primo giorno, potrebbe essere scomodo il ventisettesimo.
Tenete anche presente che il seno potrebbe aumentare
se si prende la pillola anticoncezionale e diminuire
se la si abbandona.
Non è consigliabile comperare un reggiseno
per corrispondenza; la cosa migliore è
trovare un negozio di biancheria intima dove le
commesse abbiano una grande esperienza nell'aiutare
le clienti a trovare la misura giusta. Lasciate
perdere anche i reggiseni che vi stringono sotto
le ascelle e quelli che vi separano eccessivamente
i seni spingendoli verso i lati del corpo. Controllate
che i seni non formino due rigonfiamenti sopra
il bordo superiore delle coppe. E considerate
che la quinta misura di una marca potrebbe essere
uguale alla quarta di un'altra.
Il vostro reggiseno non deve solo restare bene
a posto ed essere sempre comodo indipendentemente
dai movimenti che farete, ma deve anche resistere
ai lavaggi frequenti. Deve sostenere in modo da
impedire ai legamenti sospensori del seno di stirarsi.
Altrimenti, indossarlo non serve a nulla.
Non è proprio il caso di acquistare reggiseni
in fretta e furia, e nemmeno con un paio di bambini
piccoli al traino. Un partner che tiene alla sua
compagna farà in modo che lei abbia tutto
il tempo a disposizione in negozio per provarsi
il reggiseno.
Quello che non sai - il portale dell'amore e della seduzione