Via
del Monastero, 5.
Solo un indirizzo appuntato sull'agenda, alla
data di oggi, una chiave e tra le pagine una rosa
rossa. Questo era tutto cio che ti avevo lasciato.
Sapevo che ti avrebbe colto lo stupore, ma mi
piaceva immaginare che saresti venuto a quell'appuntamento
cieco, senza sapere nulla d'altro. Ti stuzzicava
essere il mio gioco, lo trovavi eccitante... io
ero la tua eccitazione. Io ero il gioco...
Me ne stavo acquattata nel salone, aspettando
di vedere dalla finestra la luce dei fanali della
tua auto. Respiravo adagio, pregustando la mia
cena... il solito animale affamato era uscito
allo scoperto... Silenzio, solo silenzio, e la
calma di chi ha già designato un piano.
Stavo seduta sulla sedia a dondolo, con addosso
una vestaglia di seta, mi cullavo adagio adagio.
Loredana aveva passato il pomeriggio ad aiutarmi,
i preparativi necessitavano di cure a più
mani e più sapori... il tavolo del soggiorno
ti attendeva, già pronto per la tua cena...
e poi c'e Loredana, tu non la conosci, non l’hai
mai vista, ti piacerà...
Eccoti fmalmente, la tua auto si ferma davanti
al portone. Ti vedo mentre, accostando la portiera
controlli che I'indirizzo sia giusto. Si tesoro,
sei nel posto giusto al momento giusto... vieni
avanti...
Il portoncino è aperto, devi solo attraversare
il giardino, infilare la chiave nella toppa ed
entrare...
Rimani sull'uscio, esitando. Le luci sono sapientemente
dosate per creare l'atmosfera più consona
alla situazione, ti guardi intorno, pochissimi
mobili, le pareti ospitano un solo dipinto sul
muro, una donna che emerge dalle acque, una musica
vagamente orientale ti raggiunge in sottofondo;
al centro del salone un lungo tavolo in ciliegio,
basso, e intorno, diversi cuscini. Non noti la
sedia a dondolo nell'angolo più buio di
quella stanza, ma percepisci la mia presenza...
un profumo che visita i ricordi ti sta parlando
di me...
"Benvenuto nella casa del piacere..."
la mia voce ti cattura.
"Evalin".
"No. Devi dido lentamente: E v e l i n ...
è un nome che va tenuto il più possibile
in bocca, va gustato..."
Nel mentre Loredana ti raggiunge, tu la guardi...
è molto bella... a lei questa sera non
è concesso parlare, ti prende il cappotto
e lo porta in camera.
"Hai fame, tesoro?"
"No, non molta..."
Loredana ritorna, ti si avvicina e comincia a
slacciarti la camicia... tu intimidito la lasci
fare, poi è la volta dei pantaloni, ti
sfila anche quelli insieme alle calze. Hai solo
una maglietta e i boxer. Ti fa indossare una vestaglia
corta, da camera. Poi ti accompagna al tavolo,
e ti fa sedere sui cuscini. Ora tocca a me...
Mi alzo dalla sedia e ti vengo incontro, profumo
ancora di zenzero e vaniglia... ciocche morbide
ricadono lungo l'ovale del mio viso, scoprendo
il collo... rimango in piedi davanti al tavolo,
guardandoti. Loredana mi si avvicina sfilandomi
la vestaglia e poi sparisce in cucina, io rimango
nuda... mi stendo sul tavolo e abbasso le palpebre,
mi sento sotto la mira dei tuoi occhi che ancora
non capiscono cosa succede... vorresti sfiorarmi,
ma non lo fai, la soggezione è troppa...
Gli attimi si dilatano silenziosi, c'e solo la
musica che ci accarezza, la voglia di dirsi è
tanta, ma niente inquina l'atmosfera...
Loredana torna, anche lei indossa una vestaglia.
Tra le mani tiene un vassoio con tante ciotole
diverse, contenenti ognuna una salsa diversa...
oltre a diversi involtini di pesce crudo, carne
e riso... svariati sapori da confondere a piacimento...
appoggia il tutto accanto al tavolo, torna in
cucina e ne esce con una bottiglia colorata...
poi si siede dall'altro lato del tavolo, davanti
a te. Ti guarda un istante, raccoglie le mani
a preghiera come per ringraziare il suo dio...
e si dedica al piacere di questa serata in tuo
onore: tu sarai il nostro ospite...
Mi benda gli occhi con la cintura della sua vestaglia
e mi fa mettere le mani sotto le natiche... mentre
tu inghiotti la scena con gli occhi ingordi e
increduli.
Loredana fa scivolare una mano dentro una ciotola
di salsa rossa, e lenta appoggia le dita grondanti
all'interno del seno, facendo colare il nettare
che gelido, mi fa rabbrividire... la musica asseconda
i suoi movimenti, arriva fino al pube completamente
depilato, e da lì scivola giù, adagio...
io posso solo immaginare i suoi gesti, la sua
delicatezza, il buio amplifica i miei sensi che
sembrano esplodere come fuochi d'artificio...
poi ti prende la mano e appoggia l'indice sulla
strada disegnata a pelle, 1'unghia si colora di
rosso... ma si perde nel risucchio della bocca
di Loredana... lo senti il suo calore? Inizia
ad essere anche il tuo... è la stessa bocca
che ti ha leccato, si appoggia ora su di me, cancellando
il percorso di prima... e regalandomi un senso
di felpato che sa di donna... subito ritorna a
un'altra ciotola, ripete il gesto, ma questa volta
disegna cerchi concentrici intorno all'aureola
dei capezzoli, lei torna a guardarti, e capisci
o credi di capire che questa volta dividerete:
un seno a testa... lentamente vi chinate su di
me, sento due bocche che mi assaggiano, il freddo
della salsa lascia il posto al tiepido delle labbra...
succhiate, e succhiate ancora... e la mia eccitazione
sale, cresce insieme al vostro indugiare sul mio
corpo... sollevate i volti nello stesso istante
e dividete una complicità silenziosa...
Loredana torna ad un'altra salsa... con fare gentile
la riversa sulla pancia, colmando l'ombelico,
il freddo non mi risparmia neppure ora... i secondi
sono eterni per i miei occhi spalancati sulle
tenebre... posso solo sentire il rumore dei vostri
corpi che si muovono docilmente... e mi lascio
trasportare dall’immaginazione che rende
satura l’aria eccitata da voi due che consumate
una cena su un vassoio umano...
Loredana prende ora uno dei suoi involtini con
la bocca e lo adagia sulla pozza che mi ricopre
il ventre, lo intinge con cura e lo appoggia sul
pube, dove cominciano le labbra, senza indugiare
oltre, poi ti guarda e ti indica di mangiarlo,
insieme alla salsa che prima era colata giù,
fino sul tavolo, mescolandosi con i miei umori
vaginali, che nel frattempo si sono fatti più
consistenti... tu obbedisci eccitato, passando
prima per l'ombelico che sussulta riconoscendoti,
e arrivando fino al riso raccolto nella foglia...
indugi un istante, lo metti in bocca senza sfiorare
il clitoride, e mi pulisci la zona con delicatezza,
cercando di non cedere al trasporto... il gioco
deve durare ancora a lungo... Quando credi di
aver finito sollevi il viso deliziato dai sapori
miscelati, e guardi Loredana, che nel frattempo
ha gia raccolto altra salsa fra le dita... questa
volta la passa sulle tue labbra, e ti spinge subito
dopo sulle mie, regalandomi un bacio con un sapore
difficilmente descrivibile, mi lascio avvolgere
dalla tua lingua morbida, e assaporo il tuo nuovo
gusto... inflne Loredana, con la stessa salsa
con cui aveva cominciato, disegna una linea morbida
e flessuosa, lunga quanto l’interno delle
mie cosce, entrambe le cosce... il tutto si va
ad unire alle precedenti creando il gusto perfetto,
fatto di spezie orientali e di umore di donna
nel suo periodo fecondo, quando e più intenso...
ti indica di partire dall' interno di una caviglia
e di risalirmi adagio, solo con la lingua... così
anche per 1'altra gamba... e quando pensi di poterti
tuffare in quel pozzo di sapore che sono diventata,
lei te lo impedisce. Ti indica di tenermi per
i polsi, perchè io non possa toccare nulla,
poi prende un involtino dal profumo acre e tenendolo
tra i denti lo appoggia all'imboccatura della
vulva che sussulta per la miscela esplosiva degli
ingredienti... sento un leggero calore all'interno
delle labbra, un piccolo fuoco che divampa e che
la lingua di Loredana si appresta a spegnere,
con dolcezza estenuante... la sento mentre indugia
tra i lembi piu nascosti... vorrei potermi muovere,
vorrei spingerla dove il desiderio chiama più
forte, ma le tue mani me lo impediscono... quella
lingua mezzo orientale compone un disegno sulla
pelle che sa di terre lontane bruciate dal sole,
e di sudori di donna durante l'amplesso... quando
il godere assume la stessa espressione del dolore...
tutto tace per un momento nel quale la mia amante
raccoglie la bottiglia e la porta alla bocca.
Una sorsata decisa. Poi la passa a te che fai
altrettanto, e infine sulle mie labbra che cercano
di non disperdere niente di quella bevanda dal
sapore così lontano... bevo più
che posso, non so cosa sia, ma bevo. Ignoro l'ingrediente,
so solo che il calore è aumentato, ho l'impressione
di sentirmi drogato, sussulti involontari mi scuotono
profondamente, siamo tutti drogati... una febbre
accompagna il delirio del tempo parallelo in cui
veleggiamo solitari, mentre la bocca di Loredana
è tornata con sapienza al suo posto: in
cima alle mie cosce... il mio respiro si fa affannoso,
sudore e ancora sudore... poi mi penetra con un
suo piccolo dito, accoppiandosi con la lingua,
ed io muoio braccata dal piacere... cerco per
quanto sia difficile di spingere verso di lei
il bacino, ma la tua presa è decisa sui
miei fianchi... non mi molla un attimo... ogni
colpo di lingua, è un sussulto di carne
tremula, impazzisco, mi sembra di avere mille
mani su di me, sincronizzate all'unisono, solo
per darmi piacere... tu osservi eccitato il nostro
accoppiamento, che bello 1'amore tra due donne,
sono così vicine alla natura, come se i
loro gesti appartenessero al più antico
sapere: la bisessualità...
Loredana legge nei tuoi occhi il livello della
tua eccitazione, e ti scopre pronto... abbandona
il piacere con cui mi aveva deliziata e ti lascia
il suo posto... togliendoti la vestaglia ti fa
chinare su di me, senza preliminari, senza baci,
solo un raccogliere il desiderio primario: possedermi.
Godere di me, con me. Aiutandoti nel movimento
ti apre la strada, ora posso sentire la consistenza
del tuo sesso dentro il mio canale, aperto, dilatato,
vorace. Ti muovi ritmicamente uscendo completamente
per poi riaffondare fino al punto massimo, appoggiandomi
il tuo corpo contro...
Loredana nel frattempo mi dedica un particolarissirno
massaggio, tradizione d'altri luoghi e tempi,
sofrermandosi sul mio bacino, come se lì
fosse impresso tutto il piacere e il dolore che
potevo provare... nessuno dei due fiata, solo
respiri affannosi e qualche goccia di sudore sul
corpo... ognuno pensa a se, al proprio piacere...
Loredana accarezza il mio ventre e nello stesso
tempo la tua schiena, accompagnandoci a un'estasi
estrema, che arriva dopo i tuoi ultimi colpi sferrati
prima di uscire e lasciare che lo sperma si confonda
alle salse di prima...
Mentre noi riprendevamo fiato, Loredana ci separava
per arrivare al suo nettare: la mescolanza di
un accoppiamento, il tuo sperma, i miei umori,
la saliva di tutti e il cibo... la sublimazione
del suo palato stava tutta lì, nella sua
capacità di unire ingredienti nobili creando
una mistura con il profumo antico dell'eterno...