Racconti Erotici - Desiderio nascosto
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Desiderio nascosto
Questa sera passo a prendere lei e la porto a bere qualcosa. L'ho conosciuta la settimana scorsa al supermercato... non in discoteca o in un locale... è una cosa strana no?
Sono un single e il sabato vado alla Sermark vicino a casa mia a fare spesa. In realtà avevo già notato quella ragazza carina un paio di volte e dando un'occhiata distratta al suo carrello avevo intuito che anche lei doveva essere single: niente pannoloni, omogeneizzati, niente prodotti maschili tipo dopobarba, lamette o simili, ma una pizza surgelata (non due!), quattro mele, qualche vasetto di yogurt, mezzo litro di latte fresco, parecchie scatolette di cibo per gatti, una sola bistecca di pollo... e che gambe che ha! Spinge il carrello con una grazia da gazzella, per non parlare degli ondeggiamenti del sedere...
L'ho pedinata fino al reparto vini per chiederle con noncuranza se sapesse dove si trovasse il Nero d’Avola, lei mi ha risposto gentilmente che non ne aveva idea e io allora ho iniziato a spiegarle che mi serviva un vino da abbinare a del pesce che cucino io stesso per gli amici e lei stupita dice "ah un uomo che cucina il pesce! Veramente raro, fai anche la spesa, sei single ti capisco anche io ecc... ecc..."
Ci siamo presentati (a proposito si chiama Monica) e alla fine le ho chiesto se aveva voglia di andare a bere qualcosa insieme una di queste sere, senza impegno naturalmente, per fare conoscenza. Lei, timidamente, dice va bene facciamo giovedì sera mentre mi guardava coi suoi occhioni neri, dolcissimi.
Che maiale che sono, un po' mi sono sentito in colpa per i pensieri lussuriosi che ho fatto su Monica, mentre si vede che è una brava ragazza e se ha accettato di uscire con me non è certamente per sesso ma perché è alla ricerca di un fidanzato.
Me la sono immaginata coi capelli corvini lunghi sciolti e sparpagliati sul cuscino, la pelle luminosa e candida, gli occhi socchiusi e la bocca protesa in un muto invito, con indosso solo un paio di autoreggenti e tacchi a spillo; i capezzoli dovrebbero essere bruni visto che è mora naturale e nelle mie fantasie sono enormi, poi penso al pube folto e ricoperto interamente di peli ricci scurissimi.
Questa sera ho un appuntamento con un ragazzo che ho conosciuto al supermercato. Si chiama Luca ed è veramente carino. Ha un bel fisico e un viso dolcissimo; lo avevo notato già altre volte il sabato a fare spesa e avevo pure notato il suo sedere molto sexy mentre spingeva il carrello...
E’ un ragazzo timido e ha attaccato bottone con la scusa del Nero d’Avola che voleva abbinare col pesce che cucina lui stesso, senza tenere conto che questo vino è rosso e si abbina alle carni grigliate... era un po' impacciato e mi ha fatto tanta tenerezza, e così ho accettato l'invito.
Mi sento meschina per avere avuto pensieri morbosi su Luca, a pensare al suo sedere nudo contratto nell'atto di penetrarmi... è un ragazzo serio e vuole uscire con me per conoscermi, non per fare sesso come io avevo sperato.
Alle 9 in punto ho suonato il campanello e lei è scesa dalle scale: bellissima con quell'abito bianco lungo come quello di un angelo. Quando si è seduta di fianco a me, mi ha sorriso leggermente imbarazzata e il mio sguardo è stato catturato dalla scollatura che si è scostata mentre lei si metteva la cintura di sicurezza... mi è parso di catturare un capezzolo bruno.
Mi sono imposto di non sbirciare, ma ogni tanto l'occhio correva al bordo della scollatura... lei ingenua com'è non se ne era nemmeno accorta!
Abbiamo parlato degli studi che abbiamo fatto, del lavoro e del tempo. Siamo arrivati nel locale e visto che non c'erano più posti a sedere nei tavoli ci siamo accomodati sugli sgabelli vicino al bancone. Mentre incrociava le gambe, lo spacco della gonna si è aperto per mostrare le sue gambe snelle e flessuose, ma lei, pudica, ha accostato i lembi; probabilmente si deve essere accorta del mio sguardo arrapato.
Io ho ordinato una birra scura e lei un gin tonic... per un attimo ho sperato che non reggesse bene l’alcool per rompere le sue inibizioni, ma ho scartato il pensiero dandomi del porco per l'ennesima volta. Il tempo è trascorso velocemente e in breve si è creato un certo feeling fra me e Monica. Sentivo che lei cominciava a fidarsi di me e a qualche battuta particolarmente ben riuscita mi appoggiava amichevolmente la mano sulla coscia.
Luca è passato a prendermi puntuale con la macchina ben lustra per l'occasione! Che bravo ragazzo all'antica! In auto ho cercato di riscaldare un po' l'ambiente mostrandogli un ampia visuale del mio seno, mentre con noncuranza mi allacciavo la cintura.
Mi sono divertita parecchio ad annotare i suoi sforzi per tenere gli occhi incollati sulla strada.
Abbiamo conversato amabilmente e mi sono astenuta dal fare battute maliziose per non peggiorare la situazione. Quando siamo arrivati al locale, sedendomi sull'alto sgabello, gli ho mostrato spudoratamente le gambe... poi l'ho visto arrossire e mi sono vergognata per il mio comportamento; mi sono ricoperta e ho ordinato un gin tonic, anche se non lo reggo tanto bene; peccato che lui abbia preso una birra, forse gli avrebbe fatto bene lasciarsi andare.
Conversando ci siamo accorti di trovarci simpatici e quando ho sentito che lui iniziava a sentirsi a proprio agio con me, mi sono azzardata a dargli delle simpatiche pacche sulle cosce: che muscoli! Sentivo il contorno sodo della gamba attraverso i jeans e anche il calore che emanava.
Mi sono eccitata ad immaginarlo nudo.
All'una le ho chiesto se voleva uscire dal locale e lei mi ha fatto di si con la testa. Siamo saliti in macchina e fra di noi il silenzio era sceso imbarazzante. Ai semafori rossi la guardavo di sottecchi per capire cosa lei provasse; mentre cambiavo le marce ero tentato ad appoggiare la mano sul suo ginocchio... ho immaginato di scostarle i lembi della gonna e risalire la snella e soda coscia, proseguire nel morbido interno e trovarla umida ed eccitata fra le gambe... e la sua reazione quale sarebbe stata? Avrebbe buttato indietro la testa corvina e le sarebbe sfuggito un gemito? Oppure mi avrebbe assestato un sonoro schiaffone e urlato contro un: "maiale!" Nell'indecisione ho preferito lasciare perdere e comportarmi da gentiluomo.
C'è stato un momento però in cui sono stato molto vicino dal chiederle se aveva voglia di fare l'amore con me... ma alla fine la frase che ho formulato è stata: "hai voglia di... di uscire di nuovo con me?"
Magari ho fatto la figura del fesso, ma non è facile capire cosa pensino le donne.
Quando siamo usciti dal locale ho sperato che in auto mi sfiorasse le gambe o che mi chiedesse di fare l'amore. Però ha avuto il coraggio di chiedermi di uscire di nuovo con lui... peccato, avevo sperato di concludere in modo diverso la simpatica serata. Pazienza! Non volevo sembrare troppo aggressiva e prendere l'iniziativa, magari lo avrei bloccato.
Non è facile capire cosa passi per la testa di un uomo!


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