Ciao
sono Veronica, una donna sposata di 44 anni, con
un fisico ancora piacevole, nonostante due figlli.
Mio marito non è mai stato molto focoso,
ma ultimamente per problemi di salute è
spesso distante da me. Evita al massimo di fare
sesso con la scusa che il suo lavoro allo studio
commerciale lo distrugge. Io come lui lavoro in
una ditta che vende autoricambi, e quindi sono
l'unica donna in mezzo a tanti uomini. Devo dire
che mi hanno fatto sempre una corte serrata, ma
io ho sempre respinto con decisione le avances
di tutti. Pochi giorni fà uscendo dalla
ditta assieme al titolare, noto con rammarico
che la mia auto ha ben due gomme a terra!, confesso
che la manutenzione della mia vecchia macchinetta
lascia a desiderare, però non mi aspettavo
questo guaio!. Vista l'ora ed il posto un pò
isolato dove si trova la mia ditta, per la prima
volta accetto un passaggio in auto dal mio titolare.
Considero questo uomo come fosse mio padre vista
l'età (dovrebbe avere circa 70 anni, quindi
entrando nella sua lussuosa berlina mi rilasso
e lo ringrazio per avermi accompagnato a casa.
Nel mio lavoro di ragioniera, devo trattare con
molti fornitori, quindi il mio abbigliamento deve
essere elegante e non volgare. Quella sera ricordo
che indossavo una gonna grigio scura ad altezza
ginocchio ed una camicetta nera. Durante il tragitto
notavo che il titolare della mia ditta, guardava
continuamente in corrispondenza delle mie gambe
che io cercavo di coprire il più possibile.
Imboccando una strada poco trafficata, che lui
sosteneva essere una scorciatoia, mi disse che
al lavoro, spesso con i suoi operai si chiedeva
se io avessi delle belle gambe. Io rimasi stupita
da quella domanda e di seguito mi chiese se potessi
tirare un pò su la gonna per fargli ammirare
le mie cosce. Contemporaneamente tirò fuori
dalla tasca una lettera a me indirizzata. Continuavo
a non capire in che pasticcio mi ero messa, ma
leggendo rapidamente la lettera, capìì
che era intenzionato a licenziarmi, perchè
aveva intenzione di rivolgersi ad uno studio di
consulenza, per la sua fatturazione. Distratta
dalla lettera mi accorsi dopo che aveva fermato
la sua vettura in una stradina di campagna. Presi
coraggio e gli chiesi che cosa voleva per impedire
il mio licenziamento. Non mi rispose ma avvicinando
la sua mano alla mia gonna la alzò fino
ad intravedere le mutandine. Rimasi ferma e sentìì
lo schienale del mio sedile abbassarsi elettricamente,
con il respiro sempre piu pesante si mise a cavalcioni
sopra di me ed iniziò a sbottonarmi la
camicetta, mettendo in mostra il mio reggiseno
nero. Iniziò a baciarmi le tette ed il
collo, mentre con le mani scivolava giù,
togliendomi i collant e le mutandine. Lo vidi
rialzarsi e aprire la patta dei pantaloni, facendo
uscire il suo pene gia duro e pronto a deflorarmi.
Mi baciò in bocca cercando di entrare con
la lingua dentro, mentre sentiì entrare
il suo pene dentro di me. Stavo scopando con il
mio principale! e non muovevo un dito perchè
ciò non accadesse! Cercai di rimanere fredda
ma dopo un pò la voglia mi salì
come un fuoco, e non resistendo più iniziai
ad allargare le cosce per accoglierlo dentro di
me. Vidi il suo viso rilassarsi in un sorriso
ed un attimo dopo mi senti inondare del suo liquido
caldo. Non sò quanto passò, ma da
allora sono diventata la sua amante.