Ci
siamo conosciuti su questo sito qualche mese fa.
E’ stata lei a contattarmi nella parte non
erotica del sito. Dopo uno scambio di messaggi
garbati e con velature passionali ci siamo scambiati
il cellulare e quindi sentiti; c’è
stato subito un certo feeling, avevamo diverse
cose in comune e quindi ci siamo poi incontrati.
Lei vive vicino a me, ad una cinquantina di km
. Il primo incontro è stato molto garbato,
abbiamo passeggiato e chiacchierato per un paio
d’ore, tutto nelle buone maniere (almeno
esteriormente); internamente a me ribolliva il
sangue. Lei arrivò in jeans attillati,
camicetta con sopra un gilet ed un giaccone. A
dirla così niente di eclatante, ma a guardare
i particolari la cosa cambia: i jeans attillati
mettevano in mostra un culetto tondo e sodo e
la camicetta sbottonata lasciava intravedere il
solco del seno prosperoso. Mentre parlavamo del
più e del meno io non riuscivo a distogliere
lo sguardo da quel ben di dio…lei sembrava
indifferente a quelle occhiate ma…
Comunque passammo un bel pomeriggio. I giorni
seguenti all’incontro lei mi inviò
diversi messaggi alla casella di posta, dicendomi
che ero molto gentile e romantico, che ero unico
nel mio genere, che gli altri che aveva conosciuto
non si erano comportati come me. E dopo alcuni
di questi messaggi le dissi che forse era meglio
che controllasse anche nella parte EROS del sito
perchè non ero proprio così come
potevo sembrare. Gli diedi il Nick e ……
per un po’ non ebbi più sue notizie.
Mi dissi “che stupido sono stato, ho rovinato
tutto”. Al ché decisi di mandarle
un messaggio di scuse, dicendole che non ero solo
come mi sono presentato ma anche a questo modo,
e che non volevo nasconderle certe cose; mi sarei
sentito troppo meschino nei suoi confronti. Lei
mi rispose dicendomi che era rimasta scioccata
da quello che aveva visto e che certe cose lei
non le avrebbe fatte; che era molto disinibita
ma le piace il sesso a due e data la mia presentazione
sarebbe stata disposta ad un nuovo incontro.
Era un venerdì sera quando il mio telefono
squillò: era lei che mi chiamava. “Ciao”
- le feci le mie scuse e lei subito le accettò
e disse “stasera che fai?” –
“Sono libero” – e lei “ci
vediamo?”.
Alle 22 ero a Pisa. Lei mi stava già aspettando
nel “nostro bar” ed io arrivai con
un girasole (bizzarra la cosa, ma è il
fiore che le piace). Glielo porsi e lei mi baciò
su una guancia. Bevemmo ed uscimmo dal bar. Saliti
in macchina le chiesi la destinazione e lei sorridente
mi disse “a casa mia” e mi diede la
“rotta”.
Arrivati mi fece accomodare in soggiorno e mi
disse se la scusavo un attimo che andava a mettersi
comoda. Io intanto preparai qualcosa da bere…
Quando torna ha indosso un paio di stivali neri
che le fasciano le cosce sorretti da una giarrettiera
in pelle nera, uno slip nero dal quale si vedeva
il gonfiore del monte di venere per la folta peluria
e aveva sopra un gilet a tre bottoni attillatissimo
dal quale quasi usciva il suo seno sodo e prorompente,
in una mano un frustino e nell’altra due
giocattoli. Mi disse “non sono così
illibata come sembra, e stanotte ho voglia di
godere con la tua lingua e il tuo cazzo…vediamo
se è vero quello che hai scritto nel tuo
profilo”.
Quasi mi spaventai a quella vista e quelle parole.
Non mi persi d’animo, mi avvicinai e comincia
a baciarla avidamente in bocca. Le nostre lingue
si contorsero tra loro, il respiro di entrambi
accelerava come i battiti del cuore, avevo il
cazzo che mi faceva male da tanto era duro. I
suoi capezzoli erano duri e la mia lingua scese
sulle sue tette; cominciai a leccarle e succhiarle
e a mordicchiarle i capezzoli; lei gemeva di piacere;
le sua mano mi strinse il cazzo duro ancora dentro
i pantaloni, lasciò cadere il frustino
ed i giocattoli e mi aprì i pantaloni tirandomi
fuori il cazzo. Dal mio canto facevo andare la
lingua scendendo sempre più in basso, assaporando
ogni centimetro della sua pelle profumata fino
ad arrivare al monte di venere. Le spostai le
mutandine e infilai la lingua tra le grandi labbra
e cominciai a leccarle il grilletto che diventava
sempre più duro e lungo come fosse un minuscolo
cazzo. Ansimava di piacere e le sue mani tra i
miei capelli spingevano con forza la mia faccia
in mezzo alle sue cosce. Le presi una gamba e
l’appoggiai su un tavolino in modo da aprire
la sua figa ricca di umori. Le mie mani l’allargavano
e la mia lingua entrava sempre più in profondità.
Ora giocavo con il suo buchetto profumato e sentivo
che a lei piaceva tantissimo al punto che si allargò
una chiappa con la mano per fare entrare meglio
la mia lingua e le mie dita dentro, per ispezionarlo.
Si abbassò, prese il frustino e cominciò
a frustarmi la schiena nuda. Le sue frustate non
erano violente e mi eccitavano; ogni tanto succhiava
avidamente il manico arrotondato del frustino
dicendo “leccami, porco, lecca tutta la
mia figa, senti com’è bagnata, dai
lecca”!
Io continuavo e lei allora si spostò all’improvviso
e si sdraiò sul divano a cosce aperte,
mi disse “fammi succhiare un po’ il
tuo cazzo”. Non me lo feci ripetere, salii
sul divano e le arrivai all’altezza della
bocca con il cazzo duro, lo infilai tutto in bocca,
lei succhiava e mi stringeva le palle, con l’altra
mano riprese a frustarmi sul culo e la schiena.
Io la scopavo in bocca e le dicevo “succhialo
tutto sto cazzo, inumidiscilo bene che dopo te
lo infilo dentro, voglio aprirti tutta”.
Mi girai di lato e mentre lei continuava a leccarmi
io presi i due giocatoli - un vibratore di una
trentina di cm e l’altro più piccolo.
Con il piccolo cominciai a giocare con il suo
clitoride. Lei mentre mi succhiava ansimava di
piacere e allargava le cosce. Poi mollò
il mio cazzo e disse “dai sfondami la figa
con quello nero”. Così, mentre continuavo
a lavorare sul clitoride, le appoggiai la punta
del nero fra le grandi labbra facendolo girare
su se stesso e spingendolo piano in modo da farlo
entrare. Lei era bagnatissima, urlava “dai
sfondami, lo voglio dentro tutto”. A quel
punto lo spinsi dentro di lei, urlò forse
per il dolore che sicuramente si trasformò
subito in piacere, mi mordeva la cappella, la
sua lingua mi arrivò nel culo io ero al
massimo del piacere. Lei godeva e gemeva e io
continuavo nel mio andirivieni. Il vibratore scivolava
dentro la sua figa, lei godeva e diceva “più
veloce che vengo” e io “si dai mentre
vieni ti lecco tutta dai”!
Stava venendo, la lecco, le sfilo il vibro di
dentro, la faccio riprendere per qualche minuto
e le infilo il mio cazzo nella figa fradicia di
umori, la comincio a pompare, le porto le cosce
al pari delle spalle, lei geme di piacere e mi
stringe, sento le sue unghie entrare nella mia
schiena, sono dentro la sua figa con il mio cazzo
e ho appena sotto il suo buco roseo. Infilo le
dita dentro, lo massaggio un poco, entro con le
dita nella figa per inumidirle e tornare al suo
buco, lo sento dilatarsi, sfilo il cazzo dalla
figa e in un colpo le sono dentro il culo, lei
lancia un urlo di dolore, lo ignoro e comincio
a pomparla nel culo, ora le grida sono mugolii
di piacere, le dico “troia ti piace essere
sfondata nel culo” e lei “si si dai
sfondamelo tutto, si sono la tua troia, spaccami
il culo dai”. Ero arrapatissimo, ormai allo
stremo della resistenza, rallentai un po’
il ritmo e presi il vibro piccolo, quasi sfilo
il mio cazzo dal suo culo in modo da avere lo
spazio per far entrare nella sua figa il vibratore
e appena dentro spingo di nuovo il cazzo nel suo
culo. Intanto il vibratore dentro la sua figa
lo tengo spinto dentro con l’addome e continuo
a pomparla sempre più velocemente. Lei
grida, urla di piacere, stiamo quasi per venire,
lei mi incita di sborrare, io le tappo la bocca
con la lingua, la succhio, passo alle tette, urla
“vengo vengo”, la sento tremare e
sussulta. Il suo orgasmo è violento, gode
come una pazza, io sto per venire, sfilo il cazzo
dal culo, lo prendo in mano, lo scappello e schizzo
le sue tette, la sua bocca è aperta per
ricevere la mia sborra che arriva copiosa e calda
ad inondarla. Lei mi prende tra le chiappe e mi
tira a sè per avere il mio cazzo in bocca.
Per ripulirlo lecca fino all’ultima goccia,
reclina la testa indietro, sfinita, io mi accascio
su di lei, siamo fradici tra il sudore e i vari
umori.
Ci guardiamo negli occhi arrossati dal piacere
e stanchezza e ci baciamo………..