Che
buon profumo hai... te l'ho mai detto?
No, non credo. Non sono mai stata così
diretta. Mi sono sempre limitata a parlarti, al
massimo ti ho guardato dritto negli occhi in silenzio,
cercando di comunicarti qualcosa di non verbale,
qualcosa da annusare... come gli odori. I nostri
odori.
Sai, in fondo credo che tu lo sappia, non puoi
essere insensibile alle emozioni che provo, sai
ormai molto di me. Ma c'è una cosa che
non abbiamo mai fatto insieme: giocare...
Il tuo odore... difficile da classificare, e intenso,
ma lo sai celare bene... e allora giochiamo a
modo tuo: sveliamoci coprendo... ma stai attento,
non avvicinarti troppo, o potresti correre il
rischio di inciampare nel mio, e allora finirebbero
per mescolarsi, creando una miscela particolare,
quasi ipnotica, decifrabile solo attraverso i
nostri sensi... Tu ed io, i miei occhi, i tuoi
occhi... le mie mani, le tue mani... la mia voce,
la tua voce... le mie labbra, le tue labbra....
la mia pelle, la tua pelle... il mio sesso, il
tuo sesso... e di lì l'inizio di un qualcosa
che ci porterebbe oltre...
Ho voglia di rotolarmi tra i vestiti che avevo
addosso l'ultima volta che ti ho visto, ti cercherei
lì, annuserei i tuoi pori direttamente
dal mio maglione, e se non li trovassi li inventerei,
perchè il desiderio di te si sta facendo
insostenibile... ho bisogno di immaginarti per
desiderarti come adesso, ho bisogno di chiudere
gli occhi e pensarti mentre mi parli, e colpire
le tue labbra con un bacio non preannunciato...
so essere sleale quando gioco, e diventa tutto
più bello se mi lasci barare...
Dio, che voglia che ho di te, mi esplodi dentro,
sei un'immagine amovibile che mi segue, o forse
mi da la caccia...
Ti ho sognato, sai? Eravamo per strada, camminavamo
uno accanto all'altra, tu mi stavi vicino sfiorandomi
il braccio ad ogni passo... sembravi turbato per
la mia presenza così diversa dal solito,
stare soli e così vicini non è facile...
cercavi di mantenerti freddo, ma il tuo turbamento
lo avvertivi sulla schiena, e nella scia che respiravi
dietro a me: il mio odore ti stava addosso: buono,
vero?
Non ricordo di cosa stessimo parlando, non mi
importava. Seguivo solo il movimento delle tue
labbra, ignorando completamente la conversazione,
solo la tua bocca, il tuo sapore... mi sono fermata
davanti a te bloccandoti il passaggio, tu proseguivi
la tua conversazione, e sulle tue parole ti ho
baciato, sorridendoti. Un bacio leggero, poi un
distacco di qualche millimetro per lasciare il
respiro dentro il respiro, alito su alito, e di
nuovo la mia bocca prepotentemente sulla tua,
con tutta la consistenza della sua carnalità.
Dopo il silenzio. I tuoi occhi mi hanno cercata
dicendomi che non si poteva, la tua razionalità
mi voleva fermare, ma gli odori quando si cercano,
non lasciano scampo, il mio voleva il tuo, il
tuo voleva il mio. Che buona la tua bocca... la
tua saliva, il tuo sapore... ti mordevo le labbra,
le disegnavo con la lingua, ti assaggiavo come
un frutto prelibato, peccaminoso... proibito.
Si, tu rappresentavi il proibito, che nel mio
vocabolario aveva il sapore e 1'odore più
buono.
Il mio sogno si è fermato lì, regalandomi
un mattino più eccitante del solito, e
la mia voglia ha continuato a cercarti instancabile...
il resto ho deciso di inventarlo questa notte,
per averti ancora con me, a modo mio, con la pretesa
di condurre il gioco...
Tu ed io, su un marciapiede qualsiasi di una città
qualsiasi. Io davanti a te, senza abbracci, solo
due abiti che si toccano scambiandosi i reciproci
calori. E il mio viso a pochi millimetri dal tuo.
Un silenzio che sembrava durare un'eternità.
La mia voglia lussuriosa di farti precipitare
nella mia spirale. Nessuno di noi proferisce parola,
c'è solo la mia mano che si libera del
guanto e si intreccia alla tua. La stringo, e
ti lascio immaginare di seguirmi, di fidarti di
me, e del mio profumo che ti abbraccia, per non
farti andare via. Continuiamo a camminare, io
mezzo passo avanti a te. L'aria è fredda,
tipicamente invernale, ma il crepuscolo serale
ci asseconda con la sua luce bassa dando fiato
a una situazione particolarmente eccitante. Camminiamo
lungo vie parallele, per vicoli isolati, fino
al portone di casa mia, che tu non conosci ancora.
Saliamo le scale, sempre con la mano nella mano,
ti lascio solo per prendere le chiavi e aprire
la porta. Ti trascino oltre la tua titubanza,
senza lasciarti il tempo di dire no. Rimani lì,
sull'ingresso, da solo. Non dovrei, ma ti do 1'ultima
possibilità per andartene. Accendo le mie
candele, le solite, e in quella manciata di secondi
ti lascio la sorte del nostro incontro.
Torno all’ingresso, scarsamente illuminato
dalle fiammelle in soggiorno, tu sei ancora lì,
non te ne sei andato. Hai deciso di rimanere,
ma in fondo lo sapevo.
Ti sfilo il cappotto, lentamente, nella stanza
c'e solo il rumore dei tuoi abiti che ti lasciano,
le barriere si abbassano, e hai paura di me...
lo vedo nei tuoi occhi che non vogliono incontrarmi...
Abbiamo deciso di non parlare, di non farlo verbalmente.
Tolgo il cappotto anch’io, e ti lascio il
tempo di un respiro prima di avvicinarmi ancora
una volta a te. Ti riprendo per mano, e costringendoti
quasi ad abbracciarmi, appoggio le tue mani sulla
mia vita, cammino all'indietro accompagnandoti
in soggiorno. Sei così spaventato... piccolo
mio! Rilassati, lasciati andare... sono io, il
tuo odore preferito... annusami, assaggiami, sono
qui per te.
Ti ribacio adagio sulla bocca, una, due, tre volte...
infiniti baci per diventarti famigliare, e tu
reagisci regalandomi la tua lingua, profondamente
voluttuosa... e la voglia che ti esplode dentro,
vero? Si, dolcezza, sciogli il ghiaccio che hai
sui sensi, prendimi per tutte le volte che 1'ho
desiderato...
Mi abbracci, mi stringi a te, le tue mani si muovono
ingorde sul mio viso, sui miei capelli, scendendo
sul mio collo... è piena di passione la
tua lingua, che mi si infila in bocca quasi a
soffocarmi... e non ti basta, me la fai sentire
su tutte le tracce di pelle che il mio maglione
ti lascia... le tue mani ora le sento dappertutto,
si... sento il calore che divampa sul viso mentre
il mio ventre si risveglia ad ogni conquista dei
tuoi polpastrelli... finalmente sei uscito allo
scoperto per condurre il gioco con me, di solito
non lo permetto, ma con te è diverso....
so che saprai farmi impazzire.... e le tue mani
avanzano ancora, vagano insaziabili ovunque, quasi
a dire che quel territorio è tutto tuo,
ti appartiene.... si, questa notte sarò
tua... lo sarò tutte le volte che lo vorrai
se saprai amarmi... mi piace il tuo respiro che
tradisce il desiderio, siamo ancora vestiti, ma
avvinghiati selvaggiamente... non ti basta, lo
so, vuoi di più, e allora prenditelo!
E’ come se potessi leggermi il pensiero,
anticipi i miei desideri... e non mi capita facilmente...
Mi sfili il maglione mentre la tua lingua si appoggia
alla fossetta della giugulare... sotto accarezzi
le spalline del mio body, segui con le dita il
disegno della scollatura, e ricalchi con la saliva
il tuo percorso di battaglia.... le gambe mi tremano,
sono divorata dalla voglia che si fa umida tra
1'insenatura fra le cosce... non ho finito di
pensarlo che le tue mani sono gia lì...
raggiungi la lampo dei jeans e la fai scorrere,
facendomi sentire la presa sui fianchi... possenti
le tue mani, un presagio voluttuoso mi attraversa
la mente... guadagni il tavolo del soggiorno e
mi ci adagi sopra. Finalmente, per un attimo,
mi regali la serietà dei tuoi occhi che
vedo ora per la prima volta: limpidi, silenziosi,
screziati di desiderio che sa di me... Adesso
gioco io... hai svegliato il guardiano delle mie
voglie, non posso più tornare indietro.
Vuoi la guerra dei sensi? L'avrai...
Il marmo delle piastrelle del tavolo mi procura
un doloroso piacere, sono lì, arresa o
facendo finta di esserlo, il sedere appoggiato
al bordo, le cosce spalancate per darti la possibilità
di appoggiarti contro, con quel sesso che ormai
ti esplode nei calzoni... ti strusci, me lo fai
sentire, come un assaggio, un aperitivo per cominciare
bene la serata...
Ti sdrai su di me, facendo combaciare il tuo petto
al mio, mi abbraccio a te per tirarmi su. Voglio
la pelle sulla pelle... da seduta ti tolgo il
maglione e ti sfilo la camicia, ti sono sempre
addosso, non ti mollo un attimo... scacco al re.
Calore, calore dappertutto, sopra la pelle, sotto
la pelle, e soprattutto nei meandri umidi dei
miei piaceri sospirati... la tua voglia è
violenta, come la mia... il tuo petto nudo diventa
una mappa da disegnare con la saliva, mi ci appiccico
ingorda e affamata, ti prendo per la vita e ti
spingo contro le mie gambe, vorrei che tu mi prendessi
lì, subito, senza darmi la possibilità
di reagire, di prepararmi a riceverti, con te
mi piacerebbe anche il dolore di essere presa
senza dolcezza, solo carnalmente per voglia di
fottere... ho solo caldo e mi sento ubriaca, capace
di fare tutto, solo per sesso, come la più
lussuriosa delle puttane..., si continua... straziami
i sensi... fammi impazzire.
Mi sfili i jeans insieme ai collant, e ti appaio
come non mi avevi mai visto fino a quel giorno:
come una donna, una donna vera. Che desidera...
da desiderare.
Ti vedo poco nella penombra della stanza, ma ti
immagino per quello che mi fai: sei ancora meglio
di quanto pensassi... Le tue mani, la tua lingua,
la tua pelle... un mistura incandescente che mi
accende i sensi, ritorni sulle mie spalle e con
i denti sposti la spallina. Estrai un seno e ti
fermi a guardarlo: ti piace. Appoggi la lingua
sul capezzolo, lo bagni, e lo guardi mentre prende
forma, mentre sotto l’effetto dell'eccitazione
si gonfia... diventa duro e ci affondi i denti...
un mugolio ti raggiunge soffocato, lo vedi quello
che sta succedendo, mi sto bagnando... abbassi
anche l'altra spallina del body, e me lo fai scivolare
da dosso, spogliandomi di tutto e lasciandomi
nuda, nel corpo e nell'anima. Mi guardi, lento...
ti soffermi sull’ombelico, lo baci, lo riempi
di saliva, lo risucchi... con le mani prosegui
il tuo viaggio, raggiungi il pube, e ci lasci
gli occhi per un istante. E’ bella tutta
depilata, vero? Sembra infantile, innocua, ancora
da deflorare... i pensieri goduti da uomo si concentrano
sulle labbra che dischiudi curioso, regalandoti
la visione di un clitoride che pulsa di vita propria...
turgido, gonfio di piacere, bisognoso di una bocca
che lo mangi...
Inumidisci il dito e lo appoggi sopra, io ho un
sussulto, mi inarco, chiudo gli occhi... lo solletichi
con movimenti circolari, tenendo le labbra aperte
con l'altra mano... e mi guardi, non smetti un
attimo di leggere il mio piacere come una conquista...
le tue dita spariscono dentro il mio ventre che
ti accoglie fradicio di voglia, mi sondi, mi prendi,
mi apri... si... non fermarti... non lo dico,
lo penso solo, so che puoi sentirmi... vai avanti,
ne voglio ancora.... ne voglio di più...
Le tempie pulsano fino a farmi quasi male, non
resisto più nel tuo gioco... appoggiandomi
sui gomiti mi sollevo trovandomi nuovamente faccia
a faccia con te... e adesso basta... mi hai dato
il tormento per farmi vedere di che cosa eri capace...
ma anche io amo giocare sai?
Sguardi, solo sguardi per dirsi tutto. I nostri
sorrisi combaciano, le mie mani sono sulla tua
patta... non lo sto facendo per ricambiarti il
favore, lo faccio perchè voglio sentire
che gusto hai, voglio sentirmelo scoppiare in
bocca, voglio riconoscere la tua pelle e le sue
nervature sul palato... e in un attimo sono sulla
cerniera con la faccia, ti annuso attraverso la
stoffa dei pantaloni... sai che posso gia sentirti
fin qui?... Buono il tuo odore... dovrò
dirtelo prima o poi... ti sfilo i pantaloni, tu
mi aiuti assecondando i movimenti... il desiderio
è difficilmente governabile... l'eccitazione
non ha sesso... ti tolgo gli slip adagio, sfiorandoti
le gambe in tutta la lunghezza... e poi ritorno
al punto di partenza: lo prendo in mano e raccolgo
il suo calore, hai un sussulto mentre tiro indietro
la pelle per scoprire il glande che ora mi appare
rosso, lucido e gonfio... L’unico pensiero
formulabile è quello di prenderlo in bocca
e gustarmelo, ma mi neghi il piacere... mi fai
alzare, tenendomi la testa fra le mani mi violenti
la bocca con un bacio troppo profondo per contenerlo
tutto, poi all'improvviso mi fai girare di schiena,
mi pieghi sul tavolo a pancia in giù e
con un solo colpo ben assestato sprofondi nelle
mie viscere aprendomi completamente... avrei voluto
gridare, più per piacere forse che per
dolore... sento che sei completamente dentro di
me, la tua pelle si appoggia alla mia, tieni una
mano su un fianco, con l'altra guadagni ancora
una volta il clitoride... è un piacere
tormentato il mio, sono io quella braccata ora...
Presa da dietro non posso che assecondare i tuoi
colpi sempre più profondi, pompi tra le
pareti che ti fagocitano golose, sono sudata,
tremante per i brividi incessanti, mi ascolti,
sei concentrate sul mio orgasmo, vuoi farmi davvero
godere, a modo tuo, lasciando la tua firma sul
mio corpo ora indifeso...
Mi piace la tua imprevedibilità... esci
improvvisamente dal mio orifizio che ha ancora
la larghezza del tuo membro, mi fai girare e me
lo mostri senza pudore: è ricoperto dai
miei umori vaginali, senza indugiare un attimo
me lo spingi in gola... vuoi che beva il mio nettare,
vero? Che bello, finalmente ho l'onore di sentire
il tuo sapore ora mischiato al mio, siamo due
animali insaziabili noi due... ci prendiamo senza
che il desiderio cali mai... ma ho ancora voglia
di giocare, ho ancora voglia di te...
Ti spingo sul divano vicino alla finestra coperta
dalla tendina, e ti faccio sedere. L'eccitazione
del tuo membro mi accende la fantasia, ho voglia
di cavalcare sensazioni lontane... e sia, galoppiamo
quest'onda di piacere.
Rapisco ancora una volta la tua bocca che mi fa
impazzire, mi mischio al tuo sapore mentre con
una mano cerco il tuo sesso su cui appoggio il
mio, e con un movimento del bacino ti faccio sparire
tutto dentro di me.... ti scosti per poi rientrare,
le tue mani sui miei fianchi accompagnano i movimenti,
e finalmente posso guardarti negli occhi mentre
ti fotto così, nel modo che mi piace di
più...
iride dentro iride, carne dentro carne... mi muovo
sempre più rapidamente... nessuna parola
dalle nostre bocche, nessun bacio... solo sussulti,
gemiti, sospiri e miei mugolii che ti preannunciano
il mio orgasmo imminente... I colpi sono più
violenti, con il bacino mi spingo contro di te,
mi arrivi in gola.
Non ci riesco, non posso non parlarti in un momento
come questo, ma tu non vuoi sentire la mia voce:
con una mano mi tappi la bocca, ti mordo piano,
faccio sparire le dita tra le labbra, le succhio,
ti succhio... e tu che sei animale quanto me,
ti lasci andare al mio ritmo, perchè anche
il tuo orgasmo è vicino...
Dondolo avanti e indietro, mi sollevo e mi abbasso
sul tuo corpo, su quella carne che mi sta facendo
impazzire... ti galoppo... e l'oblio ci raggiunge...
insieme... l'orgasmo mi morde con i suoi denti
affilati, rabbrividisco con le tue dita ancora
in bocca... mi afferri per la spalle per arrivare
al punto più lontano... mi tieni così
per un attimo, finché mi accascio sul tuo
petto, sudata e appagata, mentre la tua carne
pulsa al ritmo del cuore e dei muscoli che si
rilassano adagio dopo aver toccato l'apice, regalandomi
la sensazione tiepida del tuo sperma che vaga
libero dentro di me... fin dentro l'anima, dove
forse stai cercando di fare il nido...
Nessuna parola, nessun lamento. Solo un cuore
galoppante che poco per volta rallenta la sua
corsa...
Ho paura del tuo imbarazzo ora che l'ebbrezza
ci abbandona, riportandoci a noi stessi... ma
il tuo abbraccio mi rassicura, le tue mani sulla
mia nuca sono dolci, così le dita fra i
miei capelli....
E’ buono il tuo odore, sai?
Non ho mai smesso di pensarlo, ed ora ne sono
convinta... dovrò dirtelo prima o poi...