Racconti Erotici - Sesso in ufficio
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Sesso in ufficio
Lui siede di fronte a me; ammiro le sue bellissime mani dalle dita affusolate che gesticolano, si sistemano la cravatta, giocano con le penne stilografiche che sporgono dal taschino della giacca... sono ipnotizzata dai suoi gesti, vorrei che mi accarezzasse.
Osservo le ragnatele intorno ai suoi occhi, mappe impresse dal tempo che non ha risparmiato la capigliatura spruzzata d'argento.
Mi piace ascoltarlo mentre parla con voce sicura e le sue parole sono fili invisibili che si perdono nell'aria lasciando un vago eco nella stanza.
Penso alle donne che ha avuto nella sua vita, ai suoi racconti di amori folli di un tempo, ai suoi amplessi; sono solo una fra le tante anche se dentro di me spero di lasciargli un ricordo indelebile.
Sono consapevole del fatto che lo attrae la mia giovinezza e il mio modo d'essere allegra.
Si avvicina e mi abbraccia... voglio sprofondare nella sua sicurezza; la sua bocca si appoggia alla mia, le sue mani vagano sulla schiena: mi piace farmi sedurre da lui.
Mi chiama la "sua bimba" mentre mi spoglia gentilmente e il suo sguardo caldo indugia sulla mia pelle nuda.
Traccia un percorso che scotta con la lingua umida sul collo e sui capezzoli, sull'addome, fino all'ombelico, un tracciato collaudato nel tempo sulle molteplici amanti.
Mi mordicchia l'interno tenero delle cosce e sale verso il mio umido pulsare; lo spettino convulsamente con entrambe le mani quando sento la mia tenera carne risucchiata dal vortice della sua bocca, implacabile, decisa, delicata.
Le sue mani sapienti non trascurano nessuna parte del mio corpo, procedono senza ostacoli sulla pelle liscia, imprigionando le mie soffici rotondità.
Getto la testa all'indietro e con gli occhi socchiusi osservo il soffitto... le ombre s'intrecciano con la luce disegnando strane pitture che sembrano muoversi mentre vengo travolta a ondate dal piacere.
Mi abbraccia e mi solleva per posarmi sul tavolo, lui resta in piedi e si sgancia i pantaloni sistemandosi fra le mie gambe divaricate; mi fissa intensamente mentre inizia a penetrarmi coi palmi delle mani distesi sul tavolo: lasciano un'impronta di velato sudore, segnale muto della sua intensa eccitazione.
Si muove ritmicamente e raggiunge l'apice del piacere con gli occhi chiusi... vorrei sapere a cosa sta pensando o a chi sta pensando... forse a qualche vecchio amore rimpianto lasciato chissà dove, in qualche angolo del suo cuore.
Mi bacia, mi ringrazia per il piacere che gli ho regalato e mentre sorridendo mormora “Sono troppo vecchio per te”. Io vedo in lui il volto di quel bimbo della foto in bianco nero, scattata quando io non esistevo.
Siamo gomitoli di lana fatti rotolare dal destino capriccioso e i nostri fili si sono intrecciati per pochi istanti indelebili: non ti dimenticherò mai.

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