Vacanza in Africa - Racconti Erotici
Quello che non sai - il portale dell'amore e della seduzione
 
 
Vacanza in Africa
Quell'anno fui promosso con buoni voti, e un amico di mio padre si offrì di portarmi con lui per un viaggio di una settimana in Africa e precisamente a Dakar, feci tutte le visite dovute e quindi partii con Lorenzo.
Questi aveva un affare da concludere, per cui non potendo portare suo figlio perchè militare propose a mio padre di portare me con lui.
Arrivati a Dakar ci accomodammo in albergo, facemmo a turno una doccia rinfrescante poi il pomeriggio era libero e lui mi portò in mezzo a mercatini vari per trovare souvenir o qualcosa di originale da comprare, arrivati ad un bancone dove c'erano molti oggetti di artigianato e capi di vestiario ci fermammo, Lorenzo attaccò subito bottone col signore del banco, si conoscevano da molto, poi il senegalese presentò suo figlio e appena visto mi bloccai subito, il ragazzo nerissimo e bellissimo, due occhioni da cerbiatto, capelli nerissimi e portati molto lunghi, rimasi affascinato da tanta dolcezza del suo viso, capii che il ragazzo era gay, e poi trovai conferma nelle parole di Lorenzo, nel frattempo avevo preso una camicia di lino rosso, e mentre pagavo vedevo che il ragazzo mi stava guardando, io gli sorrisi e lo salutai con un ciao e con la mano e lui sorrise mandandomi un bacio.
Tornati in albergo lorenzo mi parlò del ragazzo, diceva che si chiamava Stefano, un nome italiano perchè concepito in Italia e nato proprio il giorno di Santo Stefano, il ragazzo era gay, un pò un disonore per suo padre, ma in compenso era bravissimo a scuola e molto gentile coi suoi compagni e compagne perchè li aiutava ed era amato, anche se gay, io chiesi a lorenzo se Stefano parlava o capiva l'italiano e lui mi confermò questa cosa; dentro di me saliva la voglia di conoscere meglio questo ragazzo per cui dopo aver detto a Lorenzo che avrei fatto due passi intorno andai subito al banco e chiesi a suo padre se potevo stare un pò col figlio; lui mi guardò per bene e poi chiamò il figlio, che appena mi vide sorrise subito felice e poi insieme prendemmo una strada laterale libera, senza accorgecene ci trovammo mano nella mano, vicino c'era l'oceano e alcune dune facevano da paravento a delle coppiette, ci mettemmo a sedere sulla sabbia, lui mi mise un braccio sulla mia spalla,
poi mi guardò pensando che rifiutassi invece io gli sorrisi, allora lui si mise sopra di me, sentivo il suo profumo selvatico, lui mi guardava felice, si abbassò per baciarmi e lo lasciai fare, lo volevo, volevo fare l'amore con lui, volevo essere sua e così mi lasciai andare ai suoi baci e alle sue carezze, era di una tenerezza infinita, ad un tratto si rialzò, si tolse i pantaloni, sotto non aveva nulla, poi mi fece spogliare e rimasi nudo su quella sabbia, il suo uccello svettava già duro, allora lo presi in bocca e iniziai a fargli un pompino dei miei, lentissimo, i suoi mugolii diventavano man mano sempre più forti, le sue mani sui miei capelli, sentivo che stava arrivando per cui intensificai il ritmo, lui voleva togliersi ma io con le mie mani mi strinsi alle sue gambe per tenermi attaccato e poco dopo sentii riempirmi la bocca del suo sperma profumato, buonissimo, era tantissimo, ma io da brava troietta quale sono lo avevo già ingoiato per buona parte,
quello che mi stava scappando dalla bocca lo presi con le dita e me lo misi in bocca, ingoiato questo ripulii per bene l'uccello del ragazzo; infine lui si riversò sopra di me in un abbraccio e scambiandoci baci caldissimi.
Bene, bravi, i miei porcelloni, mi voltai, e vidi Lorenzo scoppiare dal ridere, allora mi avvicinai a lui e gli implorai di non dire nulla ai miei genitori, lui mi guardò ed ebbi paura, ma poi "Così i tuoi genitori non sanno che sei gay, bè se vuoi che non glielo dica mi devi far divertire"
E come signor Lorenzo?
Bè devi fare con me ciò che hai fatto con Stefano
Si, si mi va benissimo, Stefano intanto si era alzato e si era messo dietro di me, le sue braccia mi circondavano la vita, sentivo il suo uccello all'altezza del mio culetto ed il suo viso si era appoggiato sulla mia spalla, il quadretto doveva essere bello perchè Lorenzo riscoppiò a ridere e poi disse Ivano guarda che Stefano ha ancora voglia di te, non è vero Stefano?"
Si, signor Lorenzo, Ivano mi piace molto, vorrei che diventasse la mia ragazza.
Bè Stefano per una settimana puà essere tua, ma ricordati che ci sono anch'io.
Stefano intanto mi stava leccando le orecchie, la sua lingua rugosa mi procuravano fitte di piacere, il suo uccello si era già puntato al mio culetto, ed io che intanto mi stavo scaldando eccitandomi, questo si stava allargando favorendo la penetrazione di Stefano, che entrò tutto in un amen, Lorenzo mi venne davanti, estrasse il suo uccello e me lo ficcò in gola, scopandomi in bocca, i loro movimenti simultanei favorivano la mia eccitazione che venni senza neppure toccarmi, poi fù la volta di Stefano che mi riempi ancora del suo godimento ed infine anche Lorenzo scoppiò in un godimento lungo e copioso nella mia bocca.
Sfiniti ci buttammo sulla sabbia e ci addormentammo.
L'indomani era il giorno della firma, vidi Lorenzo più serio, composto, quasi preoccupato, mi avvicinai a lui, gli presi le mani e gli dissi"Vai, dacci dentro convinto, sei in gamba tu"
Lui mi ringraziò con un sorriso e promettendo una piccola festa fra di noi.
Non lo vidi per tutto il giorno, e neppure Stefano, pranzai da solo, poi feci quattro passi per la via, c'erano ancora i banconi ed il padre di Stefano, mi avvicinai e chiesi del figlio; lui mi rispose che era ad un colloquio di lavoro, dentro di me gli feci un in bocca al lupo, continuai sui miei passi stancamente, in un bar presi una birra, la bevvi molto lentamente poi sempre lentamente e guardandomi attorno tornai in albergo, qui trovai delle riviste scritte in italiano, mi sedettti in giardino e mi misi a leggere.
Verso sera mi sentii chiamare dalla reception, mi dissero che Lorenzo era in arrivo, di chiamare Stefano e preparare la nostra camera con una bottiglia di Champagne; chiesi allora un aiuto nel preparare la bottiglia nel secchiello, poi chiesi se per favore potevamo cenare in camera, possibilmente per tre; per fortuna la risposta fù favorevole, saputo questo tornai ai banconi e comprai un vestito tipico della zona, quei vestiti tipo tonache, ma dai colori vivaci di lino, molto leggero, ne presi uno color rosa, un rosa molto accentuato, stavo per pagare quando vedo Stefano venirmi incontro raggiante di felicità, pagò lui il vestito e poi insieme raggiungemmo l'albergo.
Stefano colmo di felicità mi disse che da Lunedi prossimo inizierà a lavorare in un atelier di moda, e lui potrà avere la possibilità di poter disegnare secondo sua fantasia e se il modello piacerà al titolare avrò una gratificazione, io gli raccontai che l'affare di Lorenzo era andato molto bene e che la sera avremmo festeggiato tutti e tre assieme, lui mi guardò felice e poi fissandomi con quegli occhioni mi disse "Questa sera tu sarai il nostro premio", e poi scoppiammo a ridere.
Arrivati in albergo ci rinfrescammo, io mi denudai tutto e mi misi quel vestito color rosa trasparente, dove sotto si intravvedeva tutto, Stefano appena mi vide fece un fischio di ammirazione, i miei capelli lunghi li avevo acconciati a coda di cavallo, mi avevo spruzzato un pò di profumo femminile e messo un pò di rossetto rosso sulle labbra, vedevo Stefano che mi voleva saltare addosso.
Erano le 20.30 quando arrivò lorenzo tutto festante, fù felice di vedere Stefano con me ma fù molto più felice quando potè vedermi, i suoi occhi si riempirono di meraviglia, una stupenda meraviglia; si mi ero preparata per giacere e soddisfare i miei amanti, loro avevano ottenuto ciò che volevano ed io ero pronta a premiarli dandomi a loro.
La cena fù velocissima, lo champagne finì in un attimo, poi un'altra bottiglia, poi un'altra, alla fine eravamo completamente ubriachi, loro erano ubriachi ma pieni di voglia di prendermi, quella notte non dormimmo, i baci, le palpate, le leccate alle mie orecchie, i miei innumerevoli pompini, le tante volte che il mio culo ha goduto nell'avere dentro i loro cazzi e riempito della loro sborra, mi trovai al mattino piena il viso ed il corpo di sborra, puzzavo di sborra, ero talmente appagata che mi spalmai la sborra su tutto il corpo.
Da quella volta lorenzo volle che andassi a letto con lui profumata e col solo perizoma rosa che mi aveva regalato; per una settimana fui la ragazza sia di Lorenzo che di Stefano, Stefano che si stava innamorando di me, per cui alla fine la nostra partenza per l'Italia fosse una fortuna anche per me, che mi stavo innamorando a mia volta di quel dolcissimo ragazzo d'ebano.

Racconti-erotici © 2007-2008 Vietata la copia senza autorizzazione vietato ai minori di 18 anni Siti Partner
Benvenuti nel portale dei Racconti erotici oggi è il 07-01-2009 sono le ore: 13:17:35
Sito vietato ai minori di 18 anni