Estate
1972, versilia, quel giorno avevo fatto diversi
bagni al mattino perchè i miei amici continuavano
a rotolami nella sabbia, poi mi ero sdraiato sullo
sdraio e mi ero quasi addormentato quando venni
svegliato da Attilio dicendomi che era ora di
pranzo.
Al pomeriggio i miei amici erano tornati in spiaggia,
ma io non avevo voglia e quindi sono rimasto in
camera un pò a dormire ed un pò
a leggere e fare la doccia.
In quel alberghetto c'era un cameriere sudamericano
che si chiamava Luis, questi era un ragazzo che
d'estate lavorava come cameriere e d'inverno lavorava
in una casa di riposo, questo ragazzo era poco
più alto di me, capelli lunghissimi neri
su un viso scuro, i capelli quando lavorava li
teneva a coda di cavallo, il suo viso era molto
dolce, due occhi profondi su un viso quasi sempre
malinconico; quando il ragazzo serviva al nostro
tavolo ero sempre il primo a essere servito ed
i miei amici sapendo della mia bisessualità
scherzando dicevano che potevamo fare una bella
coppia.
Quel pomeriggio quindi i miei amici mi chiesero
di lasciare aperta la porta nel caso fossero tornati
ed io addormentato non li avessi sentiti.
Difatti appena usciti mi sdraiai sul letto cercando
di leggere un pò, ma poco dopo cominciai
ad entrare in un dormiveglia, il torpore del sonno
mi stava prendendo, sarà passata circa
un'ora dall'uscita dei miei amici quando sento
qualcosa toccarmi, mi giro e vedo Luis che mi
guarda "Signor Ivano come è bello,
lei mi piace molto" e mentre parlava si era
sdraiato a fianco di me, io indossavo solo un
paio di slip da bagno e Luis prese a carezzarmi
il corpo con la sua mano, poi i capelli che portavo
anch'io lunghi, si avvicinò un pò
di più a me e iniziò a baciarmi
teneramente, io all'inizio rimasi sbalordito dal
coraggio del ragazzo ma la sua avance mi era piaciuta
e quel ragazzo mi piaceva, per cui decisi di lasciarlo
fare, difatti Luis prese coraggio e i suoi baci
diventavano sempre più focosi, ora mi era
sopra, mi accarezzava e baciava, sentivo la sua
eccitazione e difatti con una mano scesi a palpargli
l'uccello, lui capì, si mise al mio fianco,
estraò il suo uccello e me lo appoggiò
alla bocca, io presi a leccarlo dal di fuori,
usavo tutta la lingua, scendevo e prendevo in
bocca i suoi coglioni, poi risalivo, sentivo l'uccello
crescergli e lo presi in bocca, cominciando un
lentissimo pompino, ma lui mi fece girare a pancia
in sù, mi abbassò la mutanda, mi
venne ancora sopra ed iniziò a leccarmi
il culo, era molto bravo in questo, in breve tempo
mi portò in uno stato di eccitazione mai
provato, "Ivano, ora ti faccio mio, vedrai
ti piacerà molto, di allagherò il
culetto e sarai la mia donna, fin quando sarai
qui", "Si, Luis, dai voglio anch'io
essere tua, prendimi, dai, rendimi donna, la tua
donna", "Mia cara Pamela, eccomi, sono
entrato in te, eccolo il mio uccello che ti rende
donna, eccolo, io ti scopo", Luis una volta
entrato in me iniziò subito a scoparmi
con un gran ritmo, il suo uccello pieno di vene
mi provocava ulteriori moti di piacere, le sue
mani sulle mie spalle, mi tenevano fermo, il suo
ritmo incalzante mi stava portando in estasi,
si abbassò verso di me, ora era appoggiato
alla mia schiena"Mi senti Pamela, lo senti?,
frà poco sarai mia, mi vorrai bene e mi
cercherai ancora e ancora", intanto che parlava
aveva iniziato anche a leccarmi le orecchie portandomi
sempre più al delirio dei sensi" Luis,
sono la tua donna, dai, riempimi, donami la tua
sborra, mio signore, me la voglio sentire dentro",
"Si, amore, mia dolce Pamela eccomi, eccomi,
eccolaaaa", Luis mi aveva regalato la sua
sborra, mi aveva reso la sua donna, da ora in
poi ero la sua donna, la sua Pamela, mi rimase
ancora dentro un pò, poi quandò
uscì gli presi il suo uccello e glielo
pulii con la mia vogliosa lingua.
Alla fine si sedette sul letto ed io con ancora
il mio culo ben oliato mi infilai sul suo uccello
e lo abbracciai, poi iniziai a baciarlo, come
una donna bacia il suo fidanzato, con estrema
tenerezza, lui aveva gli occhi pieni di gioia,
mi disse che gli ero piaciuta fin dal primo giorno
e non aveva mai avuto il coraggio di farsi avanti,
e oggi aveva preso il coraggio a due mani e aveva
deciso di provarci con me, io allora gli risposi
che mi era anche lui piaciuto dal primo giorno
e che ogni volta che mi guardava mi intimidiva
e oggi speravo vivamente che tu fossi venuto da
me.
Rimanemmo abbracciati ancora per tanto tempo,
io ero sempre infilata su di lui e mi sentivo
bene.
Alla fine però se ne andò, doveva
preparare la cena e poi dovevano arrivare i miei
amici.
Il pomeriggio seguente rimasi ancora in camera
e dopo che i miei amici se n'erano andati andai
a cercarlo nella sua camera, mi truccò
e vestì da donna, quei vestiti erano della
sorella, mi diceva che purtroppo la sorella faceva
il mestiere e l'aveva pregata di prestarle alcuni
capi suoi intimi ed un vestito, le aveva spiegato
che aveva trovato una amante deliziosa, così
dopo venni truccata e vestita, facemmo ancora
l'amore, quel giorno mi scopò dopo aver
cambiato diverse posizioni, volli che mi sborrasse
in culo più volte perchè gli dissi
che volevo spomparlo, in modo che non andasse
a trovare nessun altro e lui mi riempì
della sua deliziosa sborra, che bevvi più
di una volta.
Mancavano ancora 10 giorni alla mia partenza e
tutti i pomeriggi fui sua completamente, mi presentò
anche sua sorella ed ai suoi amici, anche loro
gay che si complimentavano con lui, io ero sempre
abbracciata al mio uomo o altrimenti lui mi era
dietro con le braccia intorno a me.
Alla mia partenza lui pianse, io gli dissi all'orecchio"se
vieni a Milano cercami, hai il mio indirizzo e
sarò ancora tua".
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