Ciao,
io sono Sandro e faccio il tassista a Milano.
L'altro giorno verso le 22,00 ho lasciato un cliente
ad un hotel di Milano e nel tornare indietro mi
è venuto forte lo stimolo di urinare per
cui sono entrato nella via Crescenzago, una via
che attraversa il parco Lambro, ho parcheggiato
la macchina e mi sono diretto verso il piccolo
boschetto nel parco. Dopo pochi minuti, io avevo
quasi finito di rimettermi, arriva un ragazzino
di colore, con due bellissimi occhi, avrà
avuto 17, 18 anni a malapena; il ragazzo mi viene
vicino e mi palpa il sedere, io allora gli chiedo
se il mio sedere era di suo gradimento e lui"si,
si, è bello, polposo come piace a me".
Allora io gli chiedo "vuoi vederlo senza
i pantaloni, palparlo meglio?",e lui "Ohh
si dai". Allora riabbasso i pantaloni e la
mutandina, lui mi mette la mano sul culo, me lo
palpa e ripalpa, io con la mia mano sento la sua
patta dei pantaloni, sento che da dentro il suo
uccello è già duro, allora gli slaccio
i pantaloni, sotto non portava nulla e vedo un
uccello sui 17cm, già duro ma non ancora
al massimo. Comincio a dargli un bacino, poi un'altro,
una leccata leggera e l'uccello si indurisce ancora,
lui mi sorride, mi ringrazia, le mie leccate diventano
più complete, ora tocco anche lo scroto,
lo metto in bocca, poi lascio e ricomincio a leccare
fino in cima, lui mi accarezza i capelli mi bacia
le guance, io ormai, preso dall'eccitazione, inizio
a fargli un pompino vero e proprio e dentro la
mia bocca l'uccello del ragazzo raggiunge il massimo
della sua forza. Lui mi prende il viso fra le
mani e mi chiede se può scoparmi, gli sorrido,
allora smetto di spompinarlo, gli prendo una mano
e ci addentriamo nel boschetto; lì mi appoggio
ad un ramo, lui mi punta il suo uccello, spinge,
spinge ma fa un pò di fatica. E’
dietro di me, stretto a me, molto stretto, le
sue braccia mi cingono il petto, poi mi parla
"mi piaci, mi piaci, voglio farti mio, ora
ti prendo, ti scopo, e sarai mio"; mentre
mi parla, ogni tanto mi lecca le orecchie, lentamente,
usando tutta la lingua, lascivamente mi lascia
la sua impronta; questo trattamento mi eccita
incredibilmente, mi lascio andare, un languore
fortissimo mi prende, e lui così entra
in un colpo solo, e inizia subito a scoparmi,
con buona lena, ogni tanto esce, ripunta l'uccello,
fa per entrare ma riesce un'altra volta, mi fa
morire dalla voglia, allora gli chiedo di scoparmi,
scoparmi, lo voglio tutto dentro "prendimi,
scopami, fammi tuo, fai di me la tua troietta,
ma scopami, ti prego".
Lui, eccitato dalle mie parole di arrendevolezza,
aumenta il ritmo, aumenta "sei mia, la mia
troia, dillo, sono il tuo padrone, il tuo stallone".
"Si padrone, tu sei il mio padrone e io sono
la tua cavalla preferita da montare, montami".
"Si, si sei mia, ora ti sborro nel culo il
mio sperma e tu poi mi pulirai l'uccello".
"Si, padrone, sborrami, lascia in me il succo
del tuo godimento, arricchiscimi così".
Ora il ritmo era veramente infernale, il mio corpo
era tutto sballottato dai colpi del ragazzo, poi
improvvisamente lo sento irrigidirsi e subito
dopo sento riempirmi il culo della sua sborra,
mi tiene ancora stretto, fin quando esce da me,
allora con la mia lingua gli pulisco l'uccello
per bene, infine mi metto in ginocchio davanti
a lui e gli dico "Soddisfatto padrone?".
Lui mi prende una mano, mi fa alzare e ci baciamo,
scambiandoci le lingue ancora infuocate di piacere.
Benvenuti nel portale dei Racconti erotici oggi è il 04-09-2010 sono le ore: 03:36:16 Sito vietato ai minori di 18 anni